
TEST VO2 MAX o TEST DA SFORZO CARDIOPOLMONARE
Il test da sforzo cardiopolmonare, o CPET, è un esame che valuta in modo completo la risposta di cuore, polmoni e muscoli durante uno sforzo fisico progressivo, generalmente eseguito su treadmill o cicloergometro.
Rispetto a un normale test da sforzo, durante il CPET vengono monitorati non solo l’elettrocardiogramma, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, ma anche il respiro, il consumo di ossigeno (VO2 peak o VO2 max), la produzione di anidride carbonica e altri parametri utili a comprendere come l’organismo risponde all’esercizio.
Al Centro Cardiologico Angiocard eseguiamo il test da sforzo cardiopolmonare sia per pazienti affetti da patologie cardiovascolari (es. scompenso cardiaco, cardiopatia ischemica), sia in atleti che vogliono valutare e migliorare le loro performance.
Il cardiologo responsabile di questo esame è il dottor Lorenzo De Luca, esperto in CPET, che si è formato nella metodica all’Ospedale Monzino, dove ha conseguito certificazioni che ne attestano la competenza e l’esperienza nell’esecuzione di test da sforzo cardiopolmonare.
A cosa serve?
Il test da sforzo cardiopolmonare è utile per valutare la capacità funzionale del paziente e per capire l’origine di sintomi come affanno, ridotta tolleranza allo sforzo, facile affaticabilità o difficoltà respiratoria durante attività fisica.
È indicato in ambito cardiologico, pneumologico e riabilitativo, perché consente di distinguere se la limitazione allo sforzo dipenda prevalentemente dal cuore, dai polmoni, dai muscoli o da una ridotta condizione fisica generale. Può essere utile nei pazienti con scompenso cardiaco, cardiopatie note, dispnea da causa non chiara o prima di programmi di riabilitazione cardiovascolare.
Inoltre, negli sportivi agonisti e non agonisti, permette di valutare la performance cardiorespiratoria, misurare il VO₂ max e definire in modo più preciso le fasce cardiache di allenamento.
Come si svolge l’esame?
Prima dell’inizio del test vengono applicati alcuni elettrodi sul torace per registrare l’elettrocardiogramma. Viene inoltre misurata la pressione arteriosa a riposo e viene posizionata una maschera sul viso, collegata a un sistema che analizza i gas respiratori durante lo sforzo.
Il paziente esegue poi un esercizio fisico progressivo, generalmente su treadmill o cicloergometro, con aumento graduale dell’intensità. Durante tutta la prova il medico controlla il tracciato ECG, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, il respiro, il consumo di ossigeno e l’eventuale comparsa di sintomi.
L’esame viene interrotto al raggiungimento degli obiettivi previsti, in caso di affaticamento importante o qualora compaiano sintomi o alterazioni che rendano opportuno sospendere la prova.
Informazioni utili
Durata: l’esame dura generalmente 30 minuti, considerando preparazione, esecuzione della prova e fase di recupero. La fase di esercizio dura in media 8-12 minuti.
Consegna del referto: il referto viene consegnato generalmente dopo qualche giorno.
Preparazione: è consigliabile indossare abiti comodi e scarpe adatte a camminare o pedalare. Prima dell’esame è preferibile evitare pasti abbondanti, fumo, alcol e sforzi intensi nelle ore precedenti. Eventuali terapie in corso non devono essere sospese autonomamente, ma solo se indicato dal medico.
Controindicazioni: prima dell’esame il medico valuta sempre l’idoneità del paziente ed eventuali controindicazioni a eseguire la prova in sicurezza.
Per ulteriori informazioni, chiedi al tuo Cardiologo al Centro Angiocard.
Articolo scritto da

Dott. Natale Guarnaccia
Specialista in Cardiologia
Iscritto all’OdM di Napoli n°37846
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